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  • Che cosa è: è la chirurgia per rimuovere il cristallino, la lente all’interno dell’occhio che perdendo la propria trasparenza prende il nome di Cataratta, e sostituirla con una nuova lente trasparente, artificiale e graduata secondo le esigenze visive del paziente.
  • Che cosa aspettarsi: La procedura è in genere indolore e veloce (da 5 a 25min). L’anestesia è topica con delle gocce o locale con un’iniezione. L’anestesia generale è riservata solo a casi particolari, in cui il paziente non è collaborante, o perché troppo giovane o perché mentalmente inabile. Quando entrambi gli occhi richiedono l’intervento, questo è fatto in due giorni separati, uno per ciascun occhio.
  • A chi è utile: La cataratta, a meno di situazione particolari patologiche, e’ una comune causa di ridotta visione nell’anziano, risolvibile facilmente con un intervento.  Se la visione si offusca a tal punto da rendere difficili le normali attività quotidiane, l’intervento di cataratta potrebbe essere la soluzione del problema, se questo risiede nell’opacamento del cristallino. In ogni caso, procrastinare l’intervento, di solito non comporta un peggioramento della prognosi (vedi anche  Cataratta: conosci il tuo rischio).
Intervento di Cataratta con il Dott. Giulio Bamonte: e’ possibile eseguire l’intervento di cataratta con il  Dott. Giulio Bamonte , sia in forma privata che in convenzione con il S.S.N.
Per Approfondire
altLa cataratta è dovuta all’offuscamento della lente presente all’interno dell’occhio, il cristallino. Questa lente serve per mandare a fuoco la luce sulla retina, lo strato nervoso che riveste il fondo dell’occhio. Se il cristallino si opaca, la luce non riesce più ad attraversarlo con facilità. Di conseguenza la vista si riduce.L’intervento non è necessario  se la cataratta riduce la vista di poco. Un nuovo paio di occhiali a volte puo’ bastare, per un certo periodo.

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Tuttavia la chirurgia è ancora l’unico modo per curare la cataratta e diviene necessaria quando la visione è offuscata significativamente, o la sua riduzione, ancorché lieve, è motivo di fastidio.

Le probabilità di successo di questo intervento sono altissime. Se non ci sono altri problemi concomitanti la cataratta, la visione migliora nella maggior parte dei pazienti.

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La facoemulsificazione, com’è comunemente chiamato il moderno intervento di cataratta, è una procedura ormai ambulatoriale, cioè senza ricovero. Il paziente va a casa lo stesso giorno.

All’arrivo in ospedale o in clinica si ricevono delle gocce oculari e magari un blando sedativo se si è un poco nervosi.

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L’anestesia in genere è effettuata con delle gocce che non addormentano l’occhio, ma eliminano solamente il dolore. Alternativamente si puo’ ricevere un’iniezione vicino l’occhio, che addormenta tutto e toglie la sensibilità e il movimento della regione oculare per diverse ore.

L’iniezione puo’ esser dolorosa, ma dopo l’occhio e’ completamente addormentato. Con le gocce, invece, l’occhio e’ praticamente normale e puo’ muoversi liberamente. E’ necessaria infatti la collaborazione del paziente. Ormai l’anestesia topica e’ usata dalla maggior parte dei chirurghi.

Una volta sul lettino operatorio, la pelle intorno all’occhio è disinfettata accuratamente dopodiché si è coperti con un telo sterile, aperto solamente nella zona dell’occhio da operare.

Durante l’intervento si è in grado di percepire la luce e qualche movimento, ma non l’operazione stessa.

Sotto un microscopio, che ingrandisce il campo operatorio, il chirurgo pratica un micro incisione nella cornea, e con degli strumenti piccolissimi rimuove la lente opacata che costituisce la cataratta.

Per facilitare la sua rimozione, la lente è frammentata da uno strumento che utilizza ultrasuoni, il facoemulsificatore. Questo strumento puo’ essere immaginato come un minuscolo martello pneumatico dotato di un aspiratore.

La capsula dove è contenuto il cristallino è lasciata in sede.

All’interno della capsula, ormai vuota dalla cataratta, è inserita una nuova lente artificiale, acrilica o in silicone, di potere tale da correggere il primitivo difetto di vista del paziente, se richiesto. L’intervento di cataratta, infatti, non solo rimuove l’opacamento, ma è in grado di correggere l’eventuale miopia o ipermetropia.

Ora sono anche disponibili lenti, in grado di correggere l’astigmatismo, e parzialmente anche la presbiopia.

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lente mulltifocale da impianto intraoculare: permette al paziente di vedere sia da lontano sia da vicino

Con l’intervento di cataratta infatti il paziente riceve una nuova lente trasparente all’interno dell’occhio. Grazie a questa lente puo’ nuovamente vedere bene, a meno che ovviamente non siano presenti altri problemi. Tuttavia la lente all’interno dell’occhio non è in grado di muoversi e di mettere a fuoco alle varei distanze. In genere si sceglie per il paziente una lente con la quale la visione per lontano e’ possibile senza occhiali (sempre che non abbia un forte astigmatismo). In questo modo il paziente vede da lontano senza occhiali e da vicino con gli occhiali.

Ultimamente si sono rese disponibili due grandi novità in fatto di lentine intraoculari: le lenti multifocali e le lenti toriche.

Le lenti multifocali sono simili agli occhiali multifocali, solo che si mettono direttamente dentro l’occhio, al termine di un normale intervento di cataratta o di estrazione di lente trasparente. Grazie a queste lenti, il paziente puo’ vedere a tutte le distanze senza l’uso dell’occhiale. 

Le lenti toriche o astigmatiche consentono per la prima volta anche a pazienti astigmatici di ottenere una vista eccellente dopo l’interveneto di cataratta e non sono altro che lenti che oltre ad avere un potere sferico che che corregge la miopia o l’ipermetropia eventualmente presenti, sono in grado di correggere anche il difetto cilindrico/astigmatico.

Dopo l’operazione, l’occhio è bendato e si puo’ andare a casa.

Una volta a casa è essenziale seguire scrupolosamente le indicazioni del proprio chirurgo.

• Mettere le gocce come prescritto;

• Non spingere sull’occhio;

• Evitare sforzi eccessivi;

• Non guidare finché non si vede nuovamente bene;

• Usare occhiali protettivi (da sole o trasparenti);

• Recarsi ai controlli postoperatori.

Dopo l’intervento si puo’ continuare sostanzialmente con la normale vita, avendo solo qualche accortezza in più.

A volte, anche diverso tempo dopo l’intervento, è possibile che si noti nuovamente un calo della vista, simile a quello dovuto alla cataratta. Spesso è dovuto a una condizione chiamata cataratta secondaria, causata dall’opacamento della capsula del cristallino, che ora contiene la lente artificiale. Il problema è facilmente risolvibile con un trattamento laser denominato capsulotomia posteriore, nello studio medico. Questo laser, apre un buco nella capsula ripristinando la vista.

Complicanze serie relative all’intervento di cataratta occorrono raramente, le principali delle quali sono: infezione, rottura della capsula, edema maculare.

Una infezione dell’occhio dopo l’operazione rappresenta un’evento grave che puo’ cambiare in negativo la prognosi anche se tempestivamente curata. Fortunatamente capita molto raramente, circa 1/2000 casi. Ma se l’intervento è correttamente condotto e il paziente diligente nel mettere le gocce dopo l’intervento, i rischi sono ridotti al minimo. L’infezione è causata dall’ingresso di un germe all’interno dell’occhio. Nonostante una notevole riduzione dell’incidenza di questo problema non è possibile eliminarlo completamente. In genere non è colpa del chirurgo ne tantomeno del paziente.Se un paziente sviluppa una infezione (endoftalmite) si deve ricorrere a un nuovo intervento di pulizia e iniezione di antibiotici.

Durante l’intervento stesso invece, puo’ verificarsi la rottura della capsula posteriore, il che puo’ comportare la necessità di sottoporsi a un altro intervento. Tuttavia se non insorgono altri problemi, la prognosi visiva non cambia, e il risultato finale rimane eccellente.

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nucleo caduto nella parte posteriore dell’occhio durante l’intervento di cataratta: si ripara con la vitrectomia.

Dopo l’intervento in casi rari la retina puo’ rigonfiarsi e la vista ridursi. In genere il problema è transitorio e curabile con gocce. Se le gocce non dovessero bastare si puo’ ricorrere all’iniezione intraoculare di farmaci anti-infiammatori.

Altre complicanze postoperatorie includono:

Scompenso corneale;

Glaucoma;

infiammazione;

Distacco di retina.

Queste complicanze sono molto rare, ma possono significare una prognosi non buona.

E’ fondamentale quindi informare il proprio oculista qualora si dovessero avvertire i seguenti sintomi:

Dolore molto forte di nuova insorgenza che non passa con gli antiinfiammatori;

Perdita della visione;

Nausea o vomito;

Rigonfiamento palpebrale;

Distorsione delle immagini.

E’ importante comprendere come dopo l’intervento di cataratta, sia normale non vedere immediatamente bene, avere l’occhio rosso o sentire qualche fastidio. Tuttavia questi sintomi passano con la terapia postoperatoria prescritta.

Se però dopo un iniziale miglioramento si avverte un brusco cambiamento della vista, associato a dolore e rigonfiamento palpebrale potrebbe trattarsi di un’infezione, evento molto raro ma possibile. In questo caso un secondo tempestivo intervento è necessario.

Nonostante un intervento di cataratta riuscito perfettamente alcuni pazienti non vedono grandi miglioramenti. Questo puo’ essere dovuto ad altri problemi oculari, come la degenerazione maculare legata all’età, il glaucoma o la retinopatia diabetica.

E’ pertanto fondamentale conoscere i propri problemi prima di sottoporsi all’intervento di cataratta, discutendo con l’oculista circa le proprie possibilità di migliorare.